I vini di CHEF@HOME – Società Agricola Terraquilia

Siamo a Guiglia in provincia di Modena sull’appennino ad una altezza compresa fra i 400 e i 500 metri e lì, fra i boschi delle dolci colline ci sono i curatissimi 9 ettari vitati di questa giovane e dinamica azienda vitivinicola.
Dalle solide tradizioni famigliari di Arturo per arrivare ad oggi con Romano Mattioli che ha preso le redini di una piccola grande squadra.
Poche bottiglie, circa 70.000 all’anno, con una visione decisamente spinta verso le pratiche biologiche, le vinificazioni ancestrali e pochissimo uso della solforosa, insomma “very cool”!
“Il vino si fa in vigna” si sente sempre più dire, anche se sarebbe meglio dire che inizia dalla vigna.
Proprio quello che fanno a Terraquilia con tanto lavoro manuale e cura maniacale ai terreni, senza alcun trattamento chimico e alle viti allevate a Guyot, sicurezza di qualità. Basse rese per ettaro, trattamenti solo con rame e zolfo molto al di sotto del consentito dalle certificazioni Bio e Vegan di cui si possono fregiare.
In cantina stesso filo conduttore con pressature soffici e generalmente nessuna aggiunta di lieviti, né zuccheri, nessuna filtrazione e si cerca di contenere i livelli di solforosa totale sotto i 30 mg/l. Bravi!

L’emergenza Covid-19 ha generato una crisi che obbliga ad un ripensamento della nostra normalità e diventa molto interessante conoscere l’approccio di una realtà come questa.

La quotidianità del nostro lavoro è cambiata parecchio per quanto riguarda il rapporto con i nostri clienti, ovviamente in difficoltà in questo periodo di chiusura forzata; nella maggior parte dei casi per ci si sente e ci si dà una mano quando possibile, a conferma che quanto di buono costruito in questi anni, soprattutto in termini di rapporti umani, tiene …questo è quello che fa ben sperare, non ci sono bacchette magiche, ci vuole serietà e costanza a maggior ragione in questi momenti.

Ma ora parliamo dei vini.
Ampia la gamma dei vini guidati da lente fermentazioni in bottiglia facendone degli ottimi prodotti enogastronomici. Le bollicine che si ottengono sono infatti piccole e cremose, per nulla aggressive. I vini risultano ricchi, vivi, ma hanno bisogno di tempi complessivamente più lunghi per poterli apprezzare appieno.
Ci siamo fatti raccontare direttamente da Terraquilia i vini che possono essere acquistati su CHEF@HOME.

Malbone
Già il nome stesso fa pensare ad un “vinone” forse nemmeno troppo gentile…infatti non si capisce perchè qualcuno abbia aggiunto l’aggettivo “gentile” al nome del vitigno, malbo appunto… Il malbo (poco) gentile dà origine a vini piuttosto rustici, dall’intensità olfattiva quasi animale appena un po’ ingentilita da note di amarena e di spezia nera; nel bicchiere invece si mostra in modo diverso con note “perennemente” purpuree a testimonianza della ricchezza di materia colorante e della necessità di aspettare qualche anno prima di stappare le bottiglie; se ci si attiene a quest’ultima raccomandazione al palato il vino è sorprendentemente succoso, fresco, quasi beverino, con un tannino in questo caso sì, più “gentile” di quanto non si pensi. Grigliata di carne tutta la vita, si può servire piuttosto fresco.

Nibbio Reale
Bianco facile, fresco, leggermente aromatico vista la natura stessa del vitigno.
In questo caso mi piace sottolineare per che è il terroir che vince sul vitigno dando origine ad un Traminer con pochi muscoli, con un grado alcolico contenuto, con uno stile più discreto che secondo me invita maggiormente alla beva rispetto a tanti suoi “parenti” più illustri Sanrosè Zero
Bollicina dissetante grazie ad un’acidità vivida ed un frutto persistente che alterna la dolcezza della pesca e la freschezza degli agrumi.
In realtà la struttura del Sangiovese arriva, anche se in un secondo momento, e quindi si rivela più versatile di quanto non ci si aspetti Fritto misto ma anche mortadella!

Terrebianche Zero
Pignoletto che non sembra un pignoletto… c’è un po’ di trebbiano infatti…ma non è il motivo principale a mio avviso. Si tratta infatti di un piccolo metodo classico cioè di una bollicina che coniuga la facilità di beva di un vino frizzante ad una certa complessità tipica di un metodo classico: in questo caso effettivamente la permanenza sui lieviti prima della sboccatura è stata di circa 15 mesi ed inoltre nessun dosaggio è stato aggiunto dopo la sboccatura per mantenere uno stile autentico, deciso, nonché molto gastronomico.

Michele Marchi