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RADIO FLUÒ

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La musica è una parte importante della nostra giornata, un modo per trascorre, soprattutto in questo periodo, il nostro tempo, per arricchirlo e per arricchirci.
Abbiamo pensato di condividere con voi la musica che è più in sintonia con il DNA di Fienile Fluò, le sue radici sono nell’ambiente naturale e ce lo fa percepire come una delle fonti principali di creatività.

Ci siamo fatti aiutare da un esperto di musica che ogni mese ci proporrà la sua playlist pensata esclusivamente per noi; stiamo parlando di Matteo Lion, esploratore musicale su METABOX sensibilità aumentata e abile narratore del nostro quotidiano attraverso il lavoro di coloro che scrivono e interpretano la musica.

Trovate la nuova playlist e tutti i brani delle precedenti, anche nel nostro canale YouTube e nel nostro profilo Spotify

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LA PLAYLIST DI GENNAIO

Running In The Grass – Cut Copy
Stare a piedi nudi consente di godere di innumerevoli sensazioni, di interagire in modo più autentico con l’ambiente. Questa pratica si chiama grounding ed è ricca di benefici. E i Cut Copy cantano proprio la sensazione di libertà che si prova a correre nell’erba.

Stories Under The Pine Tree – Broken Forest
Luise London, fondatrice e cantante dei Broken Forest, ha voluto che i suoni della natura, come un il rumore del vento, fossero incorporati nella sua musica ispirata dal folk tradizionale britannico e irlandese.

Grass it Grows – Cuesta Loeb
“Nessuno dice all’erba come crescere. Lo fa e basta, senza forza o pressione.” Il testo della canzone parla dell’erba che non ha l’obbligo di “essere alta e verde” e quindi si trasforma in un inno sull’accettazione di sé.

In Winter – Matt Pond PA
“Inverno, non posso vivere senza di te anche quando mi congeli”. Sembra quasi una filastrocca questa canzone d’amore nei confronti della stagione più fredda dell’anno.

Wild is The Wind – David Bowie
“Come le foglie si stringono agli alberi, Oh amore mio stringiti a me. Perché siamo come creature nel vento. Perché folle è il vento, folle è il vento…”. Il Duca Bianco nel suo massimo splendore.

No Vento Que For – Gus Levy
Gus Levy è un cantante brasiliano distribuito da un’etichetta giapponese. Mescola pop psichedelico, funk brasiliano con accenni di elettronica. L’invito della canzone è di stare al vento “Un saluto, una preghiera, un silenzio, un suono, un suono che fa tacere”.

This Is How We Walk On The Moon – Arthur Russell
La forza di gravità è l’aspetto che rende unico il nostro pianeta. Ma sfido chiunque a non aver mai voluto provare la leggerezza di fluttuare come si farebbe sulla luna.

Animals – Anna Henriksson
Come scrisse il filosofo greco Aristotele “l’uomo è un animale sociale”. I social hanno ribadito in un modo davvero drammatico che siamo soprattutto animali selvatici e aggressivi.

Brother Sparrow – Agnes Obel
Una donna sola guarda fuori dalla finestra un paesaggio invernale che amplifica la sua malinconia. Ma un passero alla sua finestra le scalda il cuore.

January – Nobyn
Era scritto nelle stelle di gennaio, canta Nobyn, che si sarebbe innamorato. E quindi anche se fa freddo, alzate gli occhi e leggete anche voi cosa c’è scritto nelle vostre stelle di gennaio.

Chimacum Rain – Linda Perhacs
Linda Perhacs era un igienista dentale in California negli anni ’60. Uno dei suoi pazienti, un compositore di colonne sonore, nel 1970 ha prodotto il suo album “Parallelograms” che è stato totalmente ignorato e lei è tornata allo studio dentistico. Nel 1998 l’album è stato “riscoperto” e rivalutato come una gemma grezza di musica folk.

La Lune & Le Soleil – Bonnie Banane
Il debutto di Bonnie Banane è un pop zuccheroso e R&B infantile ma sicuramente accattivante. E la canzone parla della relazione più chiacchierata di sempre: quella tra il sole e la luna.

Flower Garden – Burr Oak
Burr Oak ha pubblicato il secondo singolo “Flower Garden” dal suo prossimo album di debutto, “Late Bloomer”. La canzone è una perfetta traccia autunnale che parla del mutare delle stagioni e come quella sensazione possa essere paragonata ad alcune relazioni.

The Wind – Loren Noyman
L’artista israeliana Loren Noyman ha pubblicato un’accattivante canzone d’amore chiamata “The Wind”. E pare di sentirlo un vento caldo e leggero, che allontana i pensieri.

Animal Pleasure – Estère Dalton
Estère Dalton arriva dalla Nuova Zelanda e propone un suono ipnotico fatto di R & B e neo-soul. Nella canzone rivendica: “riconoscere il mio istinto di femmina, umana, ANIMALE e agire di conseguenza senza paura o vergogna”.

Sun – Deradoorian
A proposito di canzoni ipnotiche ecco il mantra di Deradoorian che per questo nuovo disco ha collaborato con il pilastro dell’alt-jazz Dave Harrington e il percussionista sperimentale Samer Ghadry. E la canzone mette in scena l’energia creativa di cui il sole è il testimonial perfetto.

Winter – Neon Pattern Sundial
La band arriva da Melbourne e la canzone parla della stagione fredda che stiamo attraversando. “Freddo, non prenderti il ​​tuo tempo. Inverno, passami accanto”.

Snow Day – Shame
Questa band inglese con questa traccia sposta il loro post punk verso le colonne sonore dei film di John Carpenter. Perché una candida nevicata può far risaltare per contrasto le nostre anime nere. “Devo solo chiudere gli occhi e potrei quasi assaporarla, l’aria fresca della libertà”.

The Wind Cries Mary (Jimi Hendrix cover) – Jack Broadbent
Questa canzone è stata scritta da Jimi Hendrix dopo una discussione con la fidanzata, il cui secondo nome era Mary. E la invitava ad ascoltare il vento che le avrebbe prima sussurrato e poi urlato delle verità. Ho scelto la versione di Jack Broadbent il cantante inglese che ha iniziato la sua carriera come  artista di strada e ora è considerato un fuori classe di slide guitar.

Sans Soleil – The Notwist
C’è grande attesa per il nuovo disco dei Notwist, “Vertigo Days”, che sarà pubblicato a fine Gennaio. Ad anticiparlo il singolo “Sans Soleil”. “Su un pianeta che chiami casa i miei piedi sono bloccati nella pietra ma la mia testa è tra le nuvole. In questo modo inciampo. E passo dopo passo vago sul pianeta che chiami casa.”

I Feel the Earth Move – Carole King
Ci dimentichiamo che il pianeta terra sia un organismo vivo finché non la natura non ci dà un promemoria con un terremoto. E anche noi non siamo sicuri di essere vivi finché qualcuno non ci fa tremare la terra sotto i piedi.